Quali prospettive per il nuovo calcio femminile professionistico?

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Al termine della stagione 2021/2022 ci si prepara ad un’autentica rivoluzione legata al mondo del calcio femminile. Infatti dal 1 Luglio del 2022 il calcio femminile diventerà ufficialmente professionistico e quindi riconosciuto come vero e proprio lavoro, con contratto e stipendio adeguati, seppur non ai livelli della Serie A maschile.

Di conseguenza cambieranno anche le prospettive per il nuovo calcio femminile professionistico, che potrà ricevere maggiori contributi, più sponsor e di sicuro acquisire più rilievo.

Calcio femminile: il professionismo porterà nuove prospettive

Finalmente anche il calcio femminile cambia volto passando – come giusto che sia – al professionismo e diventando a tutti gli effetti un lavoro, con un contratto che preveda malattia, contributi per la pensione e maternità. Si tratta di un grandissimo passo in avanti se si pensa che, fino alla più recente stagione, le calciatrici non erano viste come “professioniste” e venivano pagate dalle società tramite compensi forfettari, tra rimborso spese e stipendio effettivo. Non c’erano ferie, malattie, contributi e maternità, grandissimi limiti per qualsiasi lavoratore. Con il passaggio al professionismo, ci saranno nuove prospettive. A beneficiarne anche il mondo legato ai pronostici, come quelli di 22bet scommesse, che con il passaggio al professionismo daranno maggior rilievo ai club femminili.

Il primo cambiamento riguarda il fattore economico, sia legato agli stipendi che alla spesa e al guadagno delle varie società. Le calciatrici di Serie A, viste come professioniste a differenza di quelle di Serie B ancora dilettantistiche, riceveranno uno stipendio non inferiore ai 26.000 lordi all’anno, stessa cifra della Lega Pro maschile.

Prima di questa riforma, alcune atlete ricevevano compensi superiori ai 30.000€, tramite rimborso spese ed extra giornalieri, ma non erano regolarizzate. Altro cambiamento se si pensa al fatto che le varie squadre dovranno diventare società di capitali, come accade nel calcio maschile dai club che passano dalla Serie D alla Serie C.

Fatta eccezione per il Pomigliano e il Napoli (che sono dilettantistiche) le altre dieci squadre che partecipano alla Serie A femminile sono legate ai club di calcio maschili, come Empoli Ladies e Juventus Women. Dovranno dunque versare una quota pari a 80.000€ per prendere parte alla massima serie femminile italiana, come confermato dalla Legge 91 del professionismo.

Le compagini dalla Serie B in giù non avranno ancora il diritto di passare al professionismo e saranno dunque vincolate al dilettantismo, a meno che non dovessero fare il salto di qualità e di categoria. Altra dinamica riguarda la capienza degli stadi, che non potrà essere inferiore ai 500 posti.

Risulta evidente che questi cambiamenti porteranno a dei guadagni e a degli incassi molto più elevati rispetto a quelli ottenuto fino a questo momento. In media, infatti, le dodici compagini della Serie A femminile contano un incasso di circa 242.000€ con spese che non superano un milione e mezzo di euro.

Dal 1 Luglio ci sarà allora un rilevante aumento dei costi e, conseguentemente, dei successivi ricavi, tra il 60% e l’80% in più, come chiara dimostrazione di un cambiamento a cui si sta già lavorando.

Una rivoluzione concreta che potrebbe fare da apripista a tutti gli altri sport femminili che ancora risultano essere dilettantistici. Ciononostante, si evidenziano differenze abissali con la Serie A maschile e in generale con tutto il calcio maschile, visto che gli stipendi di atleti della massima serie e della Serie B sono nettamente superiori.

Serie A femminile: altra svolta nel campionato

Un’altra prospettiva è nell’organizzazione della Serie A femminile, con il campionato che presenta diverse novità. La prima riguarda il numero di partecipanti. Se fino ad ora a prendere parte alla massima divisione femminile erano dodici compagini, dalla prossima stagione – 2022/2023 – si passerà a dieci compagini. Il calendario prevede match divisi tra andata e ritorno.

Una volta conclusa la regular season, non si avrà subito un verdetto, ma verranno disputati dei gironi attraverso cui si scoprirà sia la vincitrice del campionato che le retrocesse, che lasceranno a loro volta il posto alle neopromosse della Serie B. Una svolta a tutti gli effetti, pronta a cambiare l’idea del calcio femminile.

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