L’Argentina punta al mondiale in Qatar 2022

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L’Argentina si ritrova ad affrontare i prossimi mondiali in Qatar in un periodo particolare. L’albiceleste sta vivendo un ricambio generazionale: si ritrova giocatori a fine carriera che hanno a disposizione l’ultimo treno per poter coronare il sogno di alzare la coppa del mondo e giovani ancora acerbi che, però, sono chiamati a dare il meglio vista l’assenza di giocatori più pronti.

Un mondiale per Maradona

Per i sudamericani sarà il primo mondiale senza Diego Armando Maradona. Il diez è venuto a mancare quasi due anni fa ma il dolore sembra non essere smaltito. Paradossalmente, questo evento pare aver dato la scossa all’albiceleste che da quel momento ha giocato ogni partita con grinta, determinazione e concentrazione.

Nell’ultima Copa América 2021, l’Argentina non era tra le favoritissime, eppure, forse spinta dalla mano de Dios, è riuscita non solo ad arrivare in finale contro il Brasile, il nemico di sempre, ma anche a imporsi e vincere al Maracanà di Rio de Janeiro alzando la coppa al cielo e dedicandola alla memoria di Diego.

Maradona è stato l’ultimo capitano dell’Argentina a sollevare verso il cielo la coppa del mondo. Sono passati ben 26 anni dal mondiale messicano che vide il numero dieci come protagonista assoluto.

Un mondiale per Messi

È difficile stabilire chi sia stato il calciatore più grande di sempre. L’unica certezza è che è stato argentino. C’è chi preferisce l’ex calciatore del Napoli, chi quello che attualmente gioca in Francia nel PSG, ma la cosa sicura è che si tratta di uno di loro due.

Prima dell’ultima Copa América conquistata, una delle critiche che si imputava a Messi era proprio quella di non aver reso abbastanza con i colori dell’albiceleste. Il fenomeno di Rosario è stato anche sfortunato, per esempio nel 2014 aveva giocato un mondiale a livelli altissimi ma poi in finale il sogno si è infranto contro la corazzata tedesca che era troppo forte e troppo preparata.

Messi e l’Argentina sognano un mondiale e il sogno diventa ancora più bello se ad alzare la coppa fosse proprio Lionel Messi. Sarebbe quasi giusto sul piano del destino, un’eredità lasciata da diez a diez.

Mondiale: la rosa dell’Argentina

Ma, oltre a Messi, l’Argentina ha la rosa adatta per poter arrivare fino in fondo? Portali come Sportaza non la considerano tra le favorite assolute, vista l’enorme qualità di altre nazionali come Francia, Germania e Brasile. Il calcio, però, è bello perché non è uno sport minimamente prevedibile.

A volte le motivazioni psicologiche sono molto più forti e trainanti di qualsiasi dote tecnica o contesto tattico. Gli argentini, da sempre, possono vantare questo fuoco interno che si scatena e si trasforma in grande nazionalismo, nel calcio particolarmente, ma non solo.

Per gli argentini, Maradona è quasi come se fosse un parente stretto e la sua morte ha scosso e toccato particolarmente ogni abitante dell’Argentina, in particolar modo chi è appassionato di calcio (quindi la stragrande maggioranza della popolazione). Onorare la memoria di Diego, più che un obiettivo, risulterà quasi un dovere per i 23 convocati di Lionel Scaloni.

Il legame Italia-Argentina

Ad aiutare Messi nell’impresa qatariota ci saranno molte conoscenze della Serie A, vecchie e nuove. Già solamente la Fiorentina può vantare due giocatori nell’albiceleste: Martinez Quarta e Nico Gonzalez. A difendere i pali argentini ci sarà Musso, il portiere dell’Atalanta. Sulla fascia destra ci sarà Molina, trascinatore dell’Udinese in questa stagione. A far parte delle rotazioni in avanti ci sarà Joaquin Correa che è in forza all’Inter e, insieme a lui, ovviamente l’attaccante titolare dei nerazzurri, Lautaro Martinez.

Inoltre, ci saranno anche vecchie conoscenze come Paredes, che ora è al PSG ma ha giocato nella Roma, Pezzella, ex capitano dei viola della Fiorentina, e De Paul, che ora è a disposizione dell’Atletico Madrid ma, fino all’anno scorso, anche lui ha giocato in Serie A nell’Udinese.

A far parte della lista dei convocati, non può mancare l’immenso e sconfinato talento della Joya Paulo Dybala, che da quel momento non sarà più solo un giocatore della Juventus.

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